5.642 metri di Volontà!

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5.642 metri di Volontà!

Oggi vorrei condividere con voi la storia di Alberto, un ragazzo di 28 anni, che a 10 anni scopre di essere affetto da diabete di tipo 1.

Da quel lontano 2008 la vita di Alberto è sicuramente cambiata: abitudini, compromessi… eppure questo non gli ha impedito di trovare lavoro, di diventare volontario presso il Gruppo Volontari Verolesi del Soccorso e di coltivare le sue passioni per il trekking e l’alpinismo.

Il 29 luglio, assieme col gruppo “il diabete e alta montagna” (Dam), Alberto ha raggiunto la vetta dell’Elbrus, “rischiando” di toccare il cielo con un dito a 5642 m d’altezza!

“Ognuna delle spedizioni fatte – racconta Alberto – è per noi diabetici un metterci in gioco e alla prova per riuscire a gestire al meglio la nostra patologia in condizioni di stress. Inoltre in queste esperienze si vogliono sensibilizzare sia le persone sane, sia quelle affette da patologie croniche come la mia, per dimostrare loro che con una buona conoscenza di se stessi e della propria malattia, si possono affrontare anche esperienze di vita ben diverse dalla routine quotidiana. Certo ci si affatica, a volte mangiamo cibi del tutto inusuali per noi e non sempre è facile affrontare gli imprevisti della scalate e il freddo, ma quando si arriva lassù, ecco l’emozione nel cuore per la meta raggiunta è indescrivibile (giornaledibrescia.it)”

Alla scalata sull’Elbrus in Caucaso, dal 21 al 29 luglio, ha partecipato un gruppo di 18 persone, con un’età compresa fra i 28 e i 75 anni provenienti da varie zone d’Italia: Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo, Piemonte, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, e conviventi con il diabete.

Oltre ai dodici alpinisti c’erano sei accompagnatori fra i quali un diabetologo, una guida e un’odontoiatra.

Ma cosa ci insegna la storia di Alberto?

Vorrei sottolineare due punti con voi:

Non bisogna abbandonare le proprie passioni dopo la diagnosi.
Se ai nostri figli viene diagnosticato il diabete, la loro vita non è finita, ed il compito come genitori è quello di insegnargli a inseguire i propri sogni e le proprie passioni, nonostante TUTTO, proprio come ha fatto Alberto!
Vi lascio con una frase di Muhammad Ali:

I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l’abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell’abilità.”

Insegniamo ai bambini a credere nei loro sogni, ed aiutiamoli a realizzare nonostante tutto… soprattutto nonostante tutto!

 

Se vuoi conoscere nel dettaglio la salita verso la vetta clicca    QUI

Fonti:

giornaledibrescia.it

iltuodiabete.it

 

Scritto da: | 2017-08-18T01:01:03+00:00 agosto, 2017|