Siamo felici di comunicarvi che il primo premio del Concorso Letterario Nazionale “Uno, nessuno, centomila: i mille volti del diabete” è stato aggiudicato alla nostra super Emma Reggiori del gruppo adolescenti Adiuvare!🎉

Con il racconto dal titolo “Chi sarei io senza te?”, in cui descrive la convivenza con il suo “fedele compagno diabete”, Emma ha ripercorso il suo viaggio fin dall’esordio, coinvolgendo il lettore in un turbinio di emozioni.

Grazie Emma per questo tuo dono, ricco di coraggio e speranza!👏🥰


Si ringrazia la casa editrice Kerit-LC Edizioni per l’autorizzazione concessa alla pubblicazione di un estratto del racconto originale.

“……Torniamo a noi. Mi chiedevo: Perché proprio a me doveva capitare una cosa del genere? E ora aggiungo… perché non a me? Ero forse esentata? Se ero stata una dei tanti “prescelti” significava che sarei stata in grado di accogliere la sua compagnia, era solo necessario prendersi del tempo per “addomesticarsi” cioè, come spiegava la volpe al Piccolo Principe, imparare a “creare legami”. Io sono profondamente convinta che nulla accada per caso e ciò che inizialmente si presenta come una difficoltà può rivelarsi un’opportunità di crescita. “Diabete” significa “passare attraverso” e lui, fedele al suo nome, con l’ingresso nella mia vita mi ha cambiato in modo radicale plasmando la mia personalità.

…. Conoscersi e accettarsi ci permette di non essere schiavi dei pregiudizi, solo in questo modo Diabete non diventerà un limite ma un’opportunità di crescita autentica. Voglio proprio sottolineare l’importanza dell’aggettivo autentico perché per forza di cose Diabete ci fa maturare più precocemente rispetto ai nostri coetanei

….. Nella mia vita devo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicino e anche Diabete poiché quanti amici speciali non avrei conosciuto senza di te! Entrare a far parte di Adiuvare (Associazione DIabetici Uniti VAREse) è stato fin dall’inizio un grande supporto sia per i miei genitori che per me. In questa associazione anzi, meglio definirla una grande famiglia, ci sono bambini, ragazzi, adulti, medici, animatrici e sapete qual’è il minimo comune multiplo tra di loro? Sì, Diabete lo sappiamo, certo tu sei una parte del minimo comune multiplo ma quello che ci accomuna è il nostro costante desiderio di condividere.

….. Tutti gli avvenimenti dolorosi li ho cancellati, pertanto quello che ho narrato è quanto mi è stato riferito. Se mi vedeste ora probabilmente mi chiedereste: perché allora piangi se non ricordi nulla? Nell’inconscio tutto rimane segnato, le ferite profonde sono indelebili ma proprio in quelle cicatrici ho scelto di mettere le ali…”

L’articolo con l’elaborato completo è acquistabile al seguente link (Diabete Magazine n. 9 febbraio-aprile 2024)