Il campo scuola ha visto la presenza di numerose testimonianze. Incontri molto profondi tra adulti con diabete tipo 1 da molti anni e i nostri giovani ragazzi.

Michela Petino è venuta a trovarci e ha voluto lasciare un pensiero per tutti i partecipanti del campo.

Grazie Michela


Cari nuovi compagni di viaggio,

Grazie! Avevo proprio bisogno di questo campo perché purtroppo da un po’ di tempo a questa parte, ci si può incontrare solo su zoom, meet e via dicendo.
Dovevo ricaricare le pile, ritrovare l’energia per prendermi cura di me.
Perché se è normale che prima di partire ci siano dubbi e paure riguardo un’esperienza un po’ diversa dal solito (ce la farò senza la mia famiglia? Ma a che cavolo mi serve un campo scuola? Tanto diranno sempre le stesse cose…), la sensazione di pienezza e arricchimento che sentiamo quando si torna è unica, ci fa capire che se dividiamo questo peso con gli altri, la fatica si sente meno.

Non è così anche per voi?

E quando qualcuno, arrivati sotto la croce, ha avuto il coraggio di dire che il diabete non lo voleva, aveva ragione!
Beh, solo un pazzo scatenato potrebbe volerlo in effetti… Ammettiamolo su, poche storie, il diabete è un rompipalle!!!

In effetti sul cartellone tra schiavitù o libertà io avrei voluto una colonna in mezzo, perché dobbiamo sempre cercare un equilibrio che ci permetta di fare ciò che desideriamo.
Però se seguiamo la testa e gli insegnamenti ricevuti, ce la facciamo alla grande no?!

Da soli non possiamo aggiustare quel pezzo di pancreas rotto, ma possiamo sicuramente trovare l’atteggiamento giusto per lavorare con il nostro diabete, non contro.

E se mai toccheremo il fondo, stufi marci di lui, ricordiamoci quel bel suono di coperchi con cui le animatrici vi svegliavano… torneremo subito sulla retta via!

Prendiamoci cura di noi, senza l’ossessione dei numeri, e perdoniamoci se sbagliamo, pronti a ripartire ogni giorno insieme!

Michela Petino